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Come tutti sapete, a seguito delle già note difficoltà ambientali che hanno bloccato per ben 12 giorni tutti gli esploratori presenti a Resolute (Canada artico) non sono riuscito a portare a compimento quanto mi ero proposto di fare al Polo Nord geografico.

Non saranno comunque le avverse condizioni del tempo a tarparmi le ali e non intendo starmene fermo a lungo. Per quanto le innumerevoli spese che ho dovuto in ogni caso affrontare per la sfortunata spedizione al Polo Nord ho in gran parte eroso il mio budget é dunque mio intendimento cimentarmi in una nuova prima assoluta in Islanda, con partenza tra pochissimi giorni e mi vedrà per tutto il mese di maggio attraversare il ghiacciaio Vatnajkull, il più grande d'Europa. (il mio itinerario percorso in verde)

L'impresa dal punto di vista tecnico/sportivo, non cambia rispetto alla traversata dell’Oceano Artico,  sarà sempre svolta in solitaria,  con gli sci e la slitta contenente viveri e attrezzature.

La spedizione Islanda Solo 2011, ha come obiettivo la traversata del Vatnajkull, il ghiacciaio più grande d’Europa é quarto al Mondo, dopo Groenlandia, Antartide e Hielo Continental.

La sua superficie è di 8500 chilometri quadrati.

La traversata da effettuare consta di 200 chilometri circa.

Verrà attraversata una parte della valle del Lakagigar, dove si trova il vulcano più potente dell’isola, il Laki; nel 1783 diede origine all’eruzione più disastrosa e devastante d’Europa.

Proseguirò verso il ghiacciaio Síðujökull da dove prenderà il via la traversata vera e propria di tutto il Vatnajokull.

Durante il tragitto salirò per la terza volta il vulcano ricoperto dall’enorme coltre di ghiaccio: il Grimsvotn vulcano sub-glaciale ancora oggi attivo, dove il cratere ha una dimensione di 8 chilometri per 6.
Uscirò nella valle lavica dello Sneffel, il vulcano più grande dell’Islanda. 
Il ghiacciaio verrà traversato in stile classico, in altre parole con sci e slitta senza supporti esterni come ho sempre fatto in tutte le mie spedizioni.

La partenza dall’Italia per l’Islanda è prevista per il giorno 3 di maggio.

  • Prima italiana assoluta in solitaria;
  • Prima mondiale assoluta in solitaria;
  • Primo al mondo in solitaria ad avere 4 traversate integrali del ghiacciaio Vatnajakull in 4 punti differenti.

 

 

Parecchie persone quando mi incontrano, chiedono quasi subito quale è il prossimo viaggio…a me in automatico viene da rispondere “sempre su al nord…ritorno nell’Oceano Artico” Stupiti mi dicono: ma non ci sei già stato? Certo che ci sono stato ma non ripercorro mai lo steso itinerario e non vado mai nello stesso luogo, tranne il villaggio di Resolute Bay.

L’obiettivo finale è raggiungere il Polo Nord geografico da solo e senza aiuti esterni, cosa non semplice ma nemmeno impossibile.

Non è una fissazione ma un percorso di vita intrapresa molti anni fa e devo chiudere una partita che per il momento è ancora aperta.

Ad oggi i tentativi per raggiungere il Polo Nord da parte degli italiani sono stati 5.

Umberto CagniUmberto NobileGuido MonzinoAmbrogio FogarReinohld Messner

Il primo nel 1899 da parte del Duca degli Abruzzi che con la nave “Stella Polare” tento di raggiungere la massima latitudine di 90 gradi nord, ma a causa di alcuni problemi dovette rinunciare ingaggiando il suo fedele amico il Capitano Umberto Cagni a conquistare per lui, quel ormai irraggiungibile punto geografico.

Il Cagni non vi riuscì ma arrivo alla latitudine di 86 gradi e 33 primi nord battendo di fatto il record precedentemente conquistato dal più famoso esploratore polare della storia, il norvegese Fridtjof Nansen.

Poi ci fu il sorvolo di Nobile prima con il dirigibile Norge 1926, poi con il dirigibile Italia nel 1928.

Nel 1971 Guido Monzino raggiunse il Polo assieme a Mirko Minuzzo, Rinaldo Carrel e Arturo Aranda. Fu una spedizione sontuosa e ben supportata esternamente.

Poi nel 1982 il pioniere Ambrogio Fogar tentò, ma con esito negativo di raggiungere il Polo da solo e con una piccola slitta; successivamente Reinohld Messner assieme al fratello, cercò di attraversare integralmente l’Oceano Artico partendo nel 1995 dalla Siberia artica con l’obiettivo di toccare le coste canadesi. Si arresero dopo pochi giorni.

Ora tocca per la seconda volta a me. Forza e determinazione mi accompagnano ogni santo giorno in quel ambiente che non lo dico a caso, ben poco ha di ospitale. Tanto è bello ed affascinante quanto è terribilmente oscuro e pericoloso.

 

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Certo il fascino che le regioni polari diffondono è assolutamente irresistibile. Quel senso di assoluta libertà dello spirito; l’abbandono di ogni cosa materiale tranne ciò che è indispensabile alla vita; quel perdere valore di idee di principi di sentimenti che sono imprescindibili nel mondo civile; il denaro, la carica sociale, gli affari tutti gli oggetti anche di immenso valore diventano cose assolutamente inutili, oserei dire da gettare senza nessun rimpianto.

La legge umana più non esiste cedendo così il posto a quella sovrana ed in giudicabile della natura. Io provo quella solitudine immensa dove un essere vivente qualsiasi si sente re di se stesso.

Tutto questo una volta provato non si dimentica più ed esercita un fascino al quale non è possibile resistere.


Le mie esperienze passate sono anche documentate nei seguenti libri, con i quali grandi e piccoli possono immergersi in una vera e propria avventura polare...

 
 

 

©2011 Michele Pontrandolfo.
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Michele Pontrandolfo